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Un inverno a tutta maglia :)

Mi fanno giustamente notare che ultimamente sono poco presente in queste lande e in effetti devo dire che nelle ultime settimane il mio tran tran magliesco si è svolto molto nella vita reale e molto poco nella vita virtuale.

Tutto questo è un bene, perché sto sferruzzando tanto, sto imparando delle nuove tecniche o affinandone altre che conoscevo in maniera approssimativa, sto coltivando momento sociali ed incontri. Però in effetti è bene che esca dal mio letargo bloggesco e vi racconti qualcosa 🙂

Tra la fine di gennaio ed oggi sono stata ad un paio di eventi davvero carini.

Il primo è stato il nono Apéro Tricoteurs. L’Apéro Tricoteurs è un appuntamento che ritorna con scadenza trimestrale su iniziativa di Jakecii e che vorrebbe riunire gli uomini che lavorano a maglia. Per quello che mi riguarda si trattava della seconda partecipazione e devo dire che purtroppo gli uomini si fanno desiderare.
In compenso entrambe le volte sono stata contenta di avere un’occasione per incontrare altre appassionate di maglia, di ritrovare facce note, di conoscere di persona delle blogger più o meno note sulla scena parigina. Insomma, una bellissima iniziativa, che inoltre questa volta mi ha permesso di scoprire un bar adorabile a poche fermate di metro da casa mia.

Il secondo evento a cui ho partecipato invece è stata la seconda edizione della 24 ore di maglia presso Truffaut, un’occasione per sferruzzare in compagnia per una buona causa: lo scopo era realizzare il maggior numero possibile di sciarpe per la fondazione Abbé Pierre, che offre sostegno ai senza tetto. L’organizzazione dell’evento da parte di Truffaut (catena di negozi di giardinaggio molto popolare in Francia) è stata particolarmente curata e il contesto davvero gradevole; di contro però devo segnalare che è stato un gran peccato che il materiale fornito permettesse difficilmente di completare una sciarpa in poche ore. Alcune intrepide si sono premunite di ferri portati da casa e hanno sferruzzato per 10 o addirittura 14 ore, io dopo 4 ore ho battuto in ritirata e mi sono accontentata di lasciare il mio pezzo di sciarpa a qualche generosa sferruzzatrice che volesse completarlo.

Febbraio è anche il mese della più grande fiera di filati della regione parigina. Sto parlando dell’Aiguille en fête, che so essere conosciuta anche in Italia (ho sentito diverse voci italiane al salone). La mia amica della gomitolosfera Bebi mi aveva scritto a metà gennaio per chiedermi qualche dritta sul salone, le avevo allora stilato una lista delle mie preferenze. Ho pensato che, dopo essere stata al salone, potevo condividere con voi questa lista rivista e corretta.

In generale comunque si sa che sui saloni si va per spendere soldi, trovare qualche bella novità che solitamente non è disponibile in negozio, oppure per scoprire delle nuove aziende che magari non hanno una buona distribuzione a livello nazionale. Personalmente mi piace andarci per incontrare gli amici knitters e anche perché, nonostante a Parigi si abbia la fortuna di avere un sacco di prodotti a portata di mano, è pur sempre una bella comodità andare a fare scorte in un luogo in cui è riunita tutta l’offerta possibile.

Adesso però prometto che fino al prossimo CSF non compro niente 🙂

E’ una marca molto conosciuta in Francia. Fa un po’ di tutto, non solo maglia ma anche materiale per ricamo e cucito.
Per quanto riguarda i filati per la maglia ha sia misto sintetico che filati puri con un rapporto qualità prezzo che a volte mi pare leggermente sopra la media.
Rimane una buona casa di filati, la pecca è che spesso i suoi cataloghi sono un po’ Old Stile ed è sinceramente difficile trovare dei modelli simpatici da realizzare e portabili.
I loro stand non mi piacciono più di tanto perchè sono molto “impersonali”, si tratta di una grande industria in Francia, è un po’ come andare sullo stand della Mondadori al Salone del Libro per intenderci. Questa volta ho accuratamente evitato di avvicinarmici 🙂

DMC

Idem come Bergère, si tratta di una grande azienda, che oltretutto se non erro si trova tranquillamente anche in Italia (il sito è comunque disponibile anche in italiano).
Non ho testato molto di loro, solo un filato di cotone che però mi era piaciuto tanto!

In generale stanno cercado di svecchiare un po’ il loro look (tanto per dire, Myboshi è una loro iniziativa). Hanno una gamma abbastanza ampia con bei filati e belle gamme di colori.

Les éditions Eyrolles

Si tratta di una casa editrice specializzata in libri tecnici indirizzati ad un pubblico di professionisti o di appassionati.
Oltre a vari libri dedicati a cucito, maglia e crochet, propone una mini collana dedicata a come monetizzare il proprio blog e le proprie creazioni.

Ho sfogliato con molto interesse i loro libri di Amigurumi, ma siccome per il momento ho già uno stash per la maglia non indifferente, ho preferito essere saggia e passare oltre 🙂

Boutique Marie Claire

Va beh, Marie Claire è proprio un’autorità in materia, quindi non credo che necessiti di presentazioni 🙂

Eglantine et Zoé

Questa giovane azienda propone un concetto che di questi tempi va molto di moda: il kit.
La cosa interessante è che all’interno del kit avete il tessuto già tagliato, le istruzioni spiegate passo passo necessarie per realizzare il modello di vostra scelta e tutti i piccoli accessori di merceria (filo, chiusure lampo, bottoni a presisone…)

Posto che io non cucio (mi piacerebbe moltissimo imparare, ma per ora non ho tempo), il concetto mi pare interessante perchè in un kit c’è tutto e quindi si ha modo di capire se ci piace cucire senza investire troppo. I tesuti sono tutti di produwione europea, i modelli poi sono carini (beh, molto francesi, poi dipende dai gusti 😉 ) e soprattutto sono divisi per livello di difficoltà di realizzazione. Insomma, avrete capito che un pensierino ce l’ho fatto 🙂

Katia

I filati Katia li conosco solo di nome, non li ho mai testati.
Katia è una casa spagnola nata all’inizio degli anni Cinquanta a Barcellona.
La composizione dei filati è spesso di natura sintetica, il che ovviamente ci fa storcere un po’ il naso. In generale io apprezzo comunque il fatto che si tratti di filati originali dai colori vivi che rispecchiano la vivacità e il brio tipicamente spagnoli. Sono passata sul loro stand ma purtroppo era pieno di gente e quindi non ho potuto toccare con mano i gomitoli.
Segnalo in ogni caso che sul loro sito ci sono un sacco di modelli gratuiti, alcuni davvero spiritosi (per esempio a Natale avevo scaricato il presepio matrioshka amigurumi, che mi riservo di fare un giorno, quel giorno, il giorno in cui mi deciderò a prendere in mano seriamente un uncinetto).

La Maison Tricotée da quanto ho capito è un punto di riferimento per gli appassionati di maglia di Montréal. Si tratta di un apiccola azienda che distribuisce soprattutto delle lane artigianali. Potete curiosare sulla loro pagina Facebook per iniziare a simpatizzare con la loro atmosfera 🙂

La pelote parisienne

Ho scoperto questa azienda per caso su Facebook l’anno scorso. Mi sembra che occupino la fascia medio-alta, in ogni caso hanno dei prodotti davvero interessanti (provate a cercare il filato Guimauve ad esempio 🙂 ). In ogni caso ero sicura che andando all’AEF, sarei passata sul loro stand, e infatti non solo ci sono passata, ma non sono ripartita a mani vuote 🙂
La mia scelta è andata a due filati riciclati, l’ECOLORIAGE in framboise e l’ECODOUX in sapin.
Lang

Conoscete questa marca? Io la vedo sempre nel negozio vicino al mio ufficio, non l’ho ancora mai comprata, ma hanno delle lane bellissime (tutta la gamma di merino, le millecolori e il mohair a paillettes per esempio). In ogni caso Lang è una casa tedesca che punta molto sull’alta qualità dei propri filati. Sullo stand sono stata delusa di vedere che i filati che a me interessavano non erano esposti. La mia carta di credito in compenso ha tirato un sospiro di sollievo 🙂

Lil Weasel

Questa è senza dubbio una delle mercerie più belle di Parigi, una vera caverna di Alì Babà. Più che lo stand sul salone però (dove ci sono sempre un sacco di clienti e le ragazze non riescono ad essere disponibili per tutti), io consiglio di fare un salto nel loro punto vendita, che si trova a due passi dalle Halles. E’ davvero un paradiso, hanno tutti prodotti di buonissima qualità (filati Malabrigo, ferri Hiya Hiya, solo per citare due esempio a cui so che molti sono sensibili 🙂 ) ed è un piacere anche solo da guardare.

Lily Neige

Lily Neige è una di quelle aziende che mi piacciono un sacco. Si tratta di una piccola filatura dove tutta la produzione è tracciabile ed affidabile. Sul sito è tutto spiegato con tanto di foto delle loro adorabili bestiole, inoltre c’è anche la boutique online.
E’ un’azienda che mi sta molto simpatica e francamente a mio parere sono le aziende di questo tipo quelle per cui vale la pena andare ai saloni, perché quelle che hanno già un network distributivo solido si trovano tranquillamente in negozio o sui vari siti che fanno e-commerce tutto l’anno e senza bisogno di spostarsi da casa propria.
Devo ammettere che Lily Neige è stata la ragione per cui mi sono decisa alla fine ad andare al salone, per poter toccare con mano i loro gradient e le loro matasse che altrimenti non saprei proprio dove andare a vedere. Ho optato per un gradient che avevo adocchiato da tempo e che si chiama “Bouton de bambou” con cui mi farò questo bellissimo scialle e per la bellissima matassa che è un’esplosione di colori che vedete nella foto sotto.
L’Oisivethé (che prende il nome da un gioco di parole con la parola “oisiveté”, “oziosità”) è un altro dei punti di riferimento per gli amanti della maglia a Parigi, soprattutto perché vende la Madelinetosh 🙂
Da qualche tempo inoltre l’Oisivethé ha creato il proprio marchio di lana (La Bien Aimée) che rispecchia perfettamente lo stile del negozio, in sintonia con l’universo di Stephen West (che non a caso è stato il loro ospite di punta durante il salone): colori acidi e tinture sfumate il tutto intrecciato in scialli asimmetrici ed avvolgenti.
Ammetto di essere passata e ripassata davanti al loro stand con gli occhi ipnotizzati più e più volte, ma alla fine sono riuscita a riportarmi alla ragione e la mia carta di credito ha tirato un altro, profondo sospiro di sollievo 🙂

Phildar

Phildar è un po’ il supermercato della lana in Francia.
SI tratta di un marchio che vende in punti vendita monomarca. L’offerta è vastissima, hanno moltissimo acrilico ma i prezzi sono davvero competitivi e ogni anno buttano fuori un sacco di cataloghi e pubblicazioni, quindi è impossibile non trovare almeno un modello che piaccia. Detto ciò vale un po’ quello che ho scritto per Bergère sopra, cioè che andare su questi stand nei saloni è un po’ un peccato perché si tratta di prodotti che si trovano tutto l’anno sul sito (che effettua spedizioni anche all’estero) con promozioni anche frequenti, come ad esempio in questo momento.
Ovvio, quando si viene dall’estero forse il discorso cambia un po’ perchè c’è l’effetto novità 🙂

Plassard

Plassard è una casa di filati molto conosciuta in Francia, ma vi so segnalare solo questo, non ho mai comprato nulla di loro, nonostante ci siano diversi filati che mi attirano 🙂

Triscote

Loro non li conosco assolutamente ma hanno attirato la mia attenzione perché trovo che la maglia islandese sia bellissima anche se non mi sono mai cinmentata in niente di più che qualche timido jacquard.

Woolkiss

Questa marca invece la conosco bene 🙂
Lei è una ragazza giovane, si chiama Laure e l’ho anche conosciuta ad un paio di eventi/saloni. Onestamente non ha inventato nulla di stravolgente, nel senso che il suo concetto è rendere il tricot accessibile a tutti e quindi vende non solo filati e ferri, ma anche dei kit per realizzare scaldacolli, cappellini e guanti senza dita o moffole principalmente per le principianti. Recentemente ha inoltre lanciato il suo primo maglione. A me piace molto lo stile del suo sito e ho provato la sua lana cicciona (Cocon de douceur), che è morbidissssssssima. Poi va beh, si tratta di uno stoppino superbulky che ad occhio e croce farà un marea di pallini, ma lavorarlo è stato un piacere immenso e mia sorella mi ha invidiato un sacco lo scaldacollo a punto riso che mi sono fatta durante le vacanze di natale 🙂
Inoltre Laura ha anche scritto un libro che si chiama “Easy Tricot” che ha avuto un sacco di successo e che propone dei modelli interessanti soprattutto per le principianti.
E per finire, una foto del mio bottino di guerra 🙂

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Come vedete sono stata assolutamente ragionevole 🙂

Spero di avervi fatto fare qualche nuova scoperta e soprattutto spero, magari, di vedervi un giorno in occasione di una delle prossime edizioni dell’Aiguille en fête 🙂

 

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La nuvola tricot (ou comment Julypouce m’a donné une bonne idée pour un cadeau à une choupinette)

Qualche giorno fa la bambina di una delle mie migliori amiche ha compiuto il suo primo anno di vita. Piccola Bianca, nata dopo 28 ore di travaglio (vent’otto, ve lo riscrivo anche in lettere, come sugli assegni, in caso pensiate che abbia digitato tasti a casaccio), di cui sono un po’ la zia senza esserlo!

Ovviamente con l’altra zia adottiva abbiamo pensato ad un regalo “comprato”, ma io mi sono messa in testa di farle una cosina fatta a mano, dato che avevo promesso che avrei sferruzzato in vista del lieto evento e poi ho miseramente fallito nel proposito.

Il y a quelques jours la fille d’une de mes meilleurs copines a fêté son premier anniversaire. Petite Bianca, née au bout de 28 heures de travail (vingt-huit, je vous le ré-écris en toutes lettres, comme sur les chèques, au cas où vous pensiez que j’ai tapé n’importe quoi), dont je suis un peu la tante, tout en ne l’étant pas ! 

Nella gomitolosfera francese una delle prime blogger che ho iniziato a seguire è stata Julypouce, che si autodefinisce “domatrice di fili notturna” e che è ormai famosissima (ha anche pubblicato un libricino molto utile per le debuttanti).

I suoi post sono sempre molto spiritosi e i modelli che propone sono spesso molto ludici.

Era quindi già da tempo che avevo adocchiato la nuvola tricot e che avevo voglia di realizzarla per qualcuno.

Dans la pelotosphère française une des première blogueuses que j’ai commencé à suivre a été Julypouce, qui s’autodéfinit  “dompteuse de fil nocturne” et qui est désormais très célèbre (elle a aussi publié un petit ouvrage très très utile pour les débutantes).

Ses billets sont toujours très rigolos et les modèles qu’elle propose très ludiques.

Cela faisait déjà un petit moment donc que j’avais repéré le nuage au tricot et que j’avais envie de la tricoter.

Il tutorial è disponibile gratuitamente sul sito di Julypouce ed si tratta veramente di un gioco da ragazzi anche perché tutti gli aumenti e  le diminuzioni si fanno sul dritto del lavoro, basta solo avere un po’ di accortezza con il diritto e il rovescio del lavoro perché alla fine esternamente risulteranno una faccia a diritto e una a rovescio. In un paio di serate si riesce agevolmente a mettere insieme il pranzo per l’indomani, la pila di biancheria da stirare per la settimana e i due lati della nuvola!

Le tutoriel est disponible gratuitement sur le site de Julypouce et c’est vraiment du gâteau : toutes les augmentations et les diminutions se font sur l’endroit de l’ouvrage, il suffit tout juste de faire un peu attention avec le sens du travail, car il faudra montrer une face à l’endroit et un face à l’envers ! Avec deux bonnes soirées on arrive aisément à préparer le déjeuner pour le lendemain, repasser la pile de linge de la semaine et les deux faces du nuage !

La mia nuvola è stata realizzata con ferri da 7 mm e con filato Phil Douce di Phildar (lato rosa morbidoso, di cui vedete il rovescio) e Mérina di Cheval Blanc lavorato doppio (lato bianco in maglia rasata a diritto).

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Il Phil Douce è semplicemente un incubo da lavorare. Non che non scorra, per carità, ma se per disgrazia vi cade un punto, recuperarlo diventa una missione impossibile perchè il lavoro si smaglierà ad una velocità esorbitante e cercare di vedere qualcosa in tutta quella massa peluchosa sarà impossibile. E’ un peccato perchè la resa è davvero tenerosa, ideale soprattutto per lavori destinati ai bambini.

La Mérina invece è stata una gradevolissima sorpresa: il filo scorre ed è elastico, la sensazione molto gradevole sulla pelle, ha una leggerissima tendenza a sdoppiarsi, ma nulla di drammatico se lavorata con i ferri adeguati (i miei erano in plastica ed appuntitissimi) e per di più è una superwash: e cosa volete di più dalla vita?!

Mon nuage a été tricoté en 7 mm avec du fil Phil Douce de Phildar  (côté rose tout douillet, dont vous voyez la face à l’envers) et de la Mérina de Cheval Blanc en double (côté blanc en jersey endroit).

Le fil Phil Douce est juste un cauchemar à travailler. Il grince pas sur les aiguilles, c’est pas ça, mais si par malheur vous perdez une maille, la rattraper deviendra une mission impossible puisque l’ouvrage se démaillera à la vitesse de la lumière et surtout essayer de distinguer quoi que ce soit dans cette masse pelucheuse sera impossible. C’est vraiment dommage puisque le rendu est vraiment moilleux, idéal surtout pour des tricots destinés aux enfants.

La Mérina par contre a été une surprise fort agréable: le fil est très élastique et glisse à merveille, la sensation sur la peau est très douce, il a juste une légère tendance à se dédoubler, mais rien de bien grave si elle est tricotée avec les bonnes aiguilles (les miennes étaient en plastique et très très pointues), et en plus c’est de la laine superwash: mais qu’est ce que le peuple demande de plus ?!

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Tutto sommato la parte più rognosa sono le cuciture che ho realizzato a punto indietro su tutto l’interno della nuvola, completando con una piccola cucitura visible sul fondo della nuvola ( e perchè non ho fatto il punto invisibile? Perché sono una ciofeca sulle cuciture! Se non lo sapevate ancora, adesso sappiatelo 🙂 ). Per l’imbottitura Julypouce non da indicazioni particolari, quindi io ho utilizzato un paio di vecchi collant rosa confetto che ho tagliuzzato e poi riempito di ovatta per realizzare lo gnoccone centrale e due piccoli salsicciotti per i cumulonembi superiori (si insomma, le due gobbette, per intenderci!).

Ho poi completato il tutto con delle toppe e dei bottoncini a forma di stella.

Tout compte fait les coutures sont la partie la plus embêtante : j’ai cousu à point arrière toute le long du périmètre interne du nuage et j’ai complété par une petite couture visible sur la partie inférieure ( et pourquoi pas une couture invisible ? Parce que je suis nase quand il s’agit de coudre ! Si vous ne le saviez pas encore, sachez-le ! 🙂 ). Pour le rembourrage Julypouce ne donne pas d’indications particulières, j’ai donc utilisé un vieux collant rose bonbon que j’ai tailladé et ensuite rempli d’ouate pour réalise la grosse quenelle centrale et les deux petites saucisses pour les cumulonimbus supérieurs ( oui enfin, bref, les deux bosses quoi ! ).

J’ai complété le tout avec des appliques à coudre et des petits boutons en forme d’étoile.

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E’ stato un progetto davvero carino e divertente da realizzare, soprattutto perché è destinato alla piccoletta di cui vi ho parlato sopra!

Credo che una variante carina potrebbe essere realizzata con un lato in maglia e l’altro in jersey oppure in tessuto liberty. Insomma, il modello di Julypouce è una base che credo possa essere adattato in base ai vostri gusti!

Cela a été un projet vraiment chouette et rigolo, surtout parce qu’il est destiné à la petite puce dont je vous parlais au début de ce billet.

Je pense qu’une chouette variante pourrait être réalisée avec un coté au tricot et l’autre en jersey ou bien en tissus liberty.
Bref, il me semble bien que le modèle de Julypouce est une belle base qui pourrait être adaptée à vous goûts !

All’inizio ho voluto mettere troppa ovatta ( mi è stato gentilmente fatto notare che era meglio indicare sul bigliettino che era una nuvola).

Au début j’ai voulu mettre trop d’ouate (On m’a gentiment dit qu’il valait mieux indiquer sur la petite carte de voeux qu’l s’agit d’un nuage).

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Poi ho aggiustato il tiro…

Puis j’ai rectifié le tir…

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Ma alla fine è è lei che prenderà l’aereo con me tra un paio di giorni 🙂

Mais au final c’est elle qui va prendre l’avion avec moi dans quelques jours 🙂

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La settimana della knitter, volume 1

Per anni ho dedicato al lavoro a maglia il tempo che avevo, che per esempio quando ero studentessa era poco o niente (lavoravo e studiavo, accessoriamente avevo un ragazzo e tanti amici!), poi quando ho cambiato lavoro l’ultima volta di più.
Da quando ho iniziato a seguire assiduamente la gomitolosfera e ad ispirarmene, il mio ritmo di diritto e rovescio ha subito un’impennata colossale.

Primo, perché in questo momento della mia vita sono sicuramente più serena e posata di una volta, ho quindi deciso di rallentare in generale il vorticoso turbine di attività che mi vedevano impegnata praticamente ogni sera della settimana e ogni minuto del weekend. Secondo perché ho anche una maggiore disponibilità finanziaria e ho depennato dalla lista alcune voci di spesa che precedentemente la facevano da padrone, e quindi posso permettermi di dedicare maggiori risorse economiche a questa passione. E terzo perché effettivamente in rete si trovano così tanti spunti di riflessione che è impossibile e dico im-pos-si-bi-le non avere sempre in mente un nuovo tipo di filato da provare, una nuova tecnica o un nuovo modello da mettere in lista.

E allora come si svolge una mia settimana tipo da sferruzzatrice?

Beh, posto che non c’è una settimana tipo, posso raccontarvi qual è stata la mia ultima settimana dal punto di vista knitteroso.

Lunedì
In fervente attesa del mio ordine di lana da Luce Laine Tricot, ci ho dato sotto con il maglioncino a maniche corte che sto realizzando su modello di Phildar. Il meteo è stato decisamente inclemente e la mia unica collega che si cimenta in piccoli lavori ai ferri e viene al parco in pausa pranzo con me era in ferie, così per tutta la settimana ho potuto dedicare solo le serate alla maglia.
Il risultato di lunedì sera è stato questo:

Perdonate la scarsa qualità delle foto del mio nonsmartphone -_-'
Perdonate la scarsa qualità delle foto del mio nonsmartphone -_-‘

Dorso del maglioncino finito, evviva! Così per il momento lo posso mettere da parte senza remore. Inoltre per una volta sono stata diligentissima e ho annotato tutte le modifiche su un taccuino, così quando riprenderò il lavoro per il davanti sarò sul pezzo!

Martedì
Ho ricevuto il pacchettino di Luce: gaudio *_*

Luce dei miei occhi :D
Luce dei miei occhi 😀

Ovviamente ho montato immediatamente le maglie e ho iniziato a fare un po’ di avanti e indietro sul mio Philémon.
La serata è stata tuttavia breve, poiché festeggiavamo il compleanno della suocera, ma mi sono rifatta…

Mercoledì
Inutile dire che il mercoledì sera è stato dedicato tutto a Philémon. Questo progetto non rappresenta particolari difficoltà, anche se il punto legaccio non è il mio preferito e l’alpaca doppia mi risulta un po’ fastidiosa da lavorare. I ferri però sono lunghissimi in quanto il golf è lavorato in un unico pezzo, solo le maniche vengono lavorate a parte.

Ecco a voi il signor Filemone!
Ecco a voi il signor Filemone!

 Giovedì
Pausa stiro. Già, ché sono una signorina con una casa da mandare avanti!
E ogni tanto bisogna che mi metta a giocare con un ferro diverso 😉

Venerdì
Il fine settimana per me è cominciato con il grande ritorno in palestra (era da un mese buono che non mi ero più fatta vedere… Ah, quanto mi sono mancati i leggings trasparenti con il mutandone ginnico davanti al naso mentre faccio i piegamenti sulle braccia :D).
Ho comunque trovato il tempo, al ritorno, di dedicarmi alla maglia e ho ripreso in mano un lavoretto che sto realizzando per la figlia di un’amica che a breve compirà il suo primo anno di vita.

Non ho ancora deciso dove posizionare le stelline e il retro è ancora a metà.

Ok, per il momento la funzione dell’oggetto non è molto intellegibile, quindi vi do un aiutino 😉

Sabato
Sabato il meteo ci ha regalato forse l’ultimo, meraviglioso giorno d’estate.
Così in un pomeriggio pieno di sole, siamo andati al parco e, siccome il termometro (sullo smartphone, siamo seri: chi ha un termometro vero in casa nel 2015?!) segnava 30°C, era fuori discussione portare anche Philémon. Allora ho ripreso in mano il mio Laguna Sweater, il cui dorso ormai da qualche settimana langue solo soletto nell’angolo dei lavori in progress.

Lo vedete spuntare dalla borsa, no?
Lo vedete spuntare dalla borsa, no?

Domenica
E la domenica? Suvvia, anche il Signore Iddio si è riposato la domenica 😛
Scherzo ovviamente, in genere adoro la domenica poter dedicare qualche oretta a fare la maglia.
Oggi è stata una giornata un po’ particolare, perché la suocera partiva e così pranzo pantagruelico a casa, ultima passeggiata al parco e poi via in stazione. Mentre vi scrivo, Philémon mi guarda di fianco al PC e mi prega di riprenderlo in mano.

Insomma, a conti fatti posso dire serenamente che è stata una settimana produttiva, in quanto anche se non ho completato nessun lavoro, piano piano ho portato avanti tutti i progetti avviati (con la sola eccezione del regalo di natale, ma per quello ho ancora tempo, vero?).

E voi, in genere quali e quanti momenti alla settimana riuscite a dedicare alla vostra passione per la maglia?

Riuscite ad avere un ritmo regolare oppure come me subite delle inesorabili battute di arresto?

In ogni caso buona domenica sera e buon lunedì, augurandovi che il ritorno in ufficio delle orde di vacanzieri non vi sommergano di rogne da risolvere 🙂

Le presentazioni e uno Knit Tag

Le presentazioni e uno Knit Tag

E’ da un po’ che mi frulla in testa l’idea di aprire un blog di lavoro a maglia. Perché? E perché no?

Intanto perché lavoro a maglia da tantissimo tempo e per tantissimo tempo non mi è stato possibile scambiare consigli ed esperienze con nessuno che non fossero mia mamma e la mia vecchia zia, che in quanto a gusti sono rimaste ferme agli anni Sessanta. Invece poi è arrivato il magnifico mondo di internet, che ha democratizzato l’accesso alla cultura e al sapere in tutte le sue forme e da cui ho imparato tanto e continuo a prendere moltissimi spunti.
Poi perché sono italiana ma vivo in Francia da ormai qualche annetto e devo dire che qui il tricot è tutta un’altra cosa: i modelli disponibili, le iniziative a favore della maglia, la diffusione di mercerie e marchi disponibili… Insomma, mi sono detta che potrebbe essere simpatico per chi passerà di qua, avere delle dritte su quello che si fa al di là delle Alpi (per me al di qua J ), soprattutto per le persone che non riescono a leggere il francese, e che di sicuro sarà per me una bella esperienza condividere altri spunti e imparare tanto.

I marchi di cui parlerò forse non sono tutti disponibili online, ma se qualcuna passa di qua in vacanza potrà di sicuro rifornirsi e fare qualche bella scoperta. E soprattutto, visto che io dall’Italia non passo spesso, potrà essere per me un modo per tenermi aggiornata su quello che accade in Italia nella gomitolosfera!

Per rompere il ghiaccio ho pensato di tradurre un tag che è girato parecchio questa primavera nella gomitolosfera francese e che è stato lanciato dalla giovane e brava knitter Jaenelle del blog A l’Estudiantine, ricco di spunti divertenti ed utili.

Si consideri taggata qualsiasi sferruzzatrice che passa da queste lande ora e sempre!

  1. Quanto tempo dedichi ogni giorno al lavoro a maglia?

E’ molto difficile rispondere perché ci sono settimane in cui non riesco a toccare ferri e settimane in cui ogni sera al ritorno dal lavoro, dopo aver sbrigato le incombenze domestiche e sfamato la dolce metà, mi attacco al lavoro e vado avanti finché mi cala la palpebra. Quando sono in vacanza da mia madre poi, sono capace anche di passare intere giornate a sferruzzare da quando mi alzo la mattina fino a quando vado a letto. Certo è che mi sembra sempre che il tempo non mi basti mai per finire tutti i miei lavori e consumare tutti i gomitoli che non resisto mai alla tentazione di comprare.

  1. Qual è la tua lana preferita? Perché?

Mediamente a livello di resa preferisco i filati leggeri (DK) o medi (Aran), anche se spesso mi capita di lavorare con ferri più grossi. E’ chiaro che con i ferri da 8 mm un golfino o un pullover sono velocissimi da realizzare, ma la vestibilità dei filati grossi non mi è sempre congeniale.

  1. Con quali ferri lavori più spesso?

In tutta la mia carriera da sferruzzatrice non ho ancora mai provato i ferri circolari, che negli ultimi anni sono diventati tanto alla moda (o forse lo sono sempre stati, ma mia mamma, mia zia e mia nonna non li utilizzavano e all’epoca non esisteva internet!). Possiedo ferri di svariate marche, sia in metallo, che in bambù (materiale altrettanto alla moda nella gomitolosfera) che in plastica. Devo dire che contrariamente a molte sferruzzatrici quelli che preferisco sono i cari vecchi ferri di metallo anodizzato della nonna, perché sono quelli su cui il lavoro mi sembra scorrere maggiormente e sono pure quelli più economici.

  1. Attualmente quanti gomitoli hai in stock?

Arg. Molti. Troppi. DECISAMENTE troppi.

Avete presente quel ritornello: « Adesso non compro più filati finché non ho esaurito il mio stock. Facciamo la metà dello stock »?! Che poi inevitabilmente finisce con: « Va beh, dai. E’ l’ultima volta, giuro l’ultima, ma è troppo bello per non comprarlo ».

Il vantaggio però è che ogni volta che compro dei nuovi filati, lo faccio solo se ho già un progetto preciso in mente e quindi l’acquisto è mirato. Questo mi permette almeno di candeggiarmi parzialmente la coscienza, perché mi dico che prima o poi (Quando sarò in maternità? Quando sarò in cassa integrazione? Quando sarò in pensione? :-D) inizierò tutti i progetti che ho in mente e faro fuori quelle due borse enormi di gomitoli.

  1. Qual è la tua marca di filati preferita? Perché?

Statisticamente direi Phildar e Bergère de France, due marchi che qui in Francia vanno per la maggiore. Ma la ragione è unicamente che sono i più facilmente reperibili e quelli che propongono un gran numero di modelli ad ogni stagione (anche se l’offerta di Bergère negli ultimi anni è diventata davvero noiosa e poco giovanile).

Una marca che ho scoperto l’inverno scorso e di cui sono diventata assolutamente fan è We Are Knitters: la qualità dei filati è eccelsa, inoltre, anche se a prima vista il costo è elevato, si tratta di gomitoloni lunghissimi (per esempio il Pima Cotton da 100gr misura 212m per 8,95 € a prezzo pieno), quindi a mio parere il rapporto qualità/quantità/prezzo non è esagerato. Più tardi dedicherò sicuramente un post a questa marca, che secondo me ha avuto una strategia di comunicazione vincente.

  1. Ferri circolari o ferri a doppia punta?

Non ho mai provato né gli uni né gli altri (vergogna!). Per il momento preferisco sferruzzare serenamente con i miei ferri dritti e cucire laddove necessario, ma di sicuro questo deriva dal fatto che la complessità dei lavori che ho eseguito sino ad ora non richiedeva l’utilizzo di altri strumenti. Sappiate che nella mia borsa da lavoro ci sono sia i circolari sia i ferri a doppia punta, ma attendo il ritorno della stagione fredda per lanciarmi in progetti che mi consentano di sperimentarli.

  1. Hai già creato dei modelli? Se si quali?

Quando ero più giovane, fondamentalmente fino a prima di venire a vivere in Francia, non ho MAI seguito un modello. Realizzavo sciarpe, scalda-colli e borsette assolutamente ad occhio ed è così ad esempio che mi sono lanciata in dei timidissimi jacquard senza avere la benché minima base tecnica. La verità è che ci ho messo, tantissimo tempo, a dirmi che oltre a fare pezzi quadrati e rettangolari, imparare a fare aumenti e diminuzioni non mi avrebbe procurato un aneurisma cerebrale. In compenso da quando ho iniziato a lavorare maglioncini ed affini, non ho più potuto fare a meno del pattern. Spesso poi mi capita di personalizzare i modelli e accorciarli o allungarli a mio gusto, ma per il momento non mi sento ancora sufficientemente a mio agio con i ferri per lanciarmi in peripezie spericolate.

  1. Quale metodologia legata all’arte della lana ti piacerebbe imparare? (uncinetto, filatura, tessitura…?)

Per il momento il mio grosso obiettivo è imparare l’uncinetto. Per anni l’ho snobbato, sia perché lo strumento non soddisfa il mio gusto estetico (l’uncinetto è bruttarello, poverino, e poi assomiglia tantissimo ad uno strumento di tortura medievale), sia perché ho sempre associato l’uncinetto ai centrini démodé che mia mamma sferruzzava negli anni Ottanta.

Da quando è nato il mio primo e per ora unico nipotino però, mi è venuta voglia di imparare per potergli fare degli amigurumi. Inoltre mi piacerebbe saper fare dei piccoli oggetti con cui personalizzare le mie realizzazioni, come ad esempio dei fiori da utilizzare a mo’ di spilla).

  1. Cosa è peggio secondo te: un filo che si sdoppia oppure rendersi conto che si è fatto un errore 20 ferri prima?

Sono un po’ indecisa perché il filo che si sdoppia è una bella rottura, soprattutto perché ho notato che i fili che si sdoppiano hanno anche la fastidiosa tendenza ad agganciarsi in uncini e sporgenze varie con effetti deleteri sul capo finito (va bene, lo ammetto: alle volte sono maldestra, il che non aiuta certo!). Però credo che l’errore 20 ferri prima sia la cosa peggiore delle due. Soprattutto su certi lavori con motivi particolari. Poi io che sono psicorigida all’inverosimile non sono capace di far finta di niente. I casi sono due: o abbandono il lavoro a maglia in fondo ad un cassetto sperando che si autodistrugga, oppure vengo colta da un raptus iconoclasta, disfo tutto e riparto da capo (una volta mi è capitato di rimanere sveglia fino alle 4 della mattina per un problema simile…).

  1. Con quale filo stai lavorando in questo momento?
    In questo momento ho tre lavori sui ferri:
  1. Il Laguna Sweater di WAK lavorato con il Pima Cotton
  2. Un maglioncino dal taglio morbido di Phildar in Fil Cabotine e Phil Star (che non posso linkare perché è ormai andato fuori produzione)
  3. Una sciarpa per un regalo di natale in Angel di Bergère de France (non posto il link perché si tratta di una sorpresa e la destinataria non deve ovviamente sapere 😛 )
  1. Quale marca di filato di piacerebbe provare?
    Ho sentito parlare molto dei filati Drops, che coniugano alta qualità a prezzi competitivi, ma per il momento non ho ancora avuto l’occasione di provarli.
  1. Cosa pensi del lavoro a maglia?

Diciamoci la verità: il lavoro a maglia è spesso visto come un’attività da zitellone attempate e in generale non è molto sexy. Però anche se le colleghe mi prendono in giro, vedo sempre la scintilla di invidia quando arrivo in ufficio con l’ennesima realizzazione fatta a mano.

Attualmente lavoro in un ufficio nel settore del commercio estero e la quasi totalità delle mie mansioni vengono svolte a computer o al telefono. Quindi anche quando la mole di lavoro è notevole, a me sembra sempre di non fare nulla. Quello che mi piace del lavoro a maglia è il fatto di poter « fabbricare » qualcosa, di produrre, e non c’è nulla che mi dia più soddisfazione che vedere il lavoro che cresce sui ferri.

Inoltre mi piace moltissimo l’idea di fare qualcosa di unico, che possiedo solo io e che è fatto dalle mie manine.

E per finire, da sognatrice quale sono, mi piace moltissimo sferruzzare perché mentre le mani vanno, la mente inizia a frullare a tutto spiano e mi ritrovo a “rifare il mondo”, come dicono i miei amici di qua dall’Alpe 😉

Spero di leggere le risposte a questo tag su altri blog italiani!

A presto!