Citazione

Happy knitter… and happy friends!

E siccome non mi sono dimenticata della promessa fatta, ecco una piccola carrellata dei regali fatti per natale indossati dai miei meravigliosi modelli 🙂

Disclaimer: nessun amico è stato sfruttato o maltrattato per ottenere coercitivamente un selfie 🙂

 

Et puisque je n’ai pas oublié la promesse faite, voici une petite compilation des cadeaux faits à Noël portés par mes merveilleux modèles 🙂

Limitation de responsabilité :  aucun amis n’a été exploité ou maltraité pour obtenir un selfie de façon coercitive 🙂

 

IMG-20151228-WA0008

IMG-20160107-WA0000.jpg

image

 

 

image

 

 

image

 

 

Avrete capito che quest’anno è stato l’anno delle nappe, con cui ho decorato quasi tutto 😉

Vous aurez compris que cette année a été l’année des glands, avec lesquels j’ai accessoirisé presque tous mes cadeaux 😉

Citazione

Un inverno a tutta maglia :)

Mi fanno giustamente notare che ultimamente sono poco presente in queste lande e in effetti devo dire che nelle ultime settimane il mio tran tran magliesco si è svolto molto nella vita reale e molto poco nella vita virtuale.

Tutto questo è un bene, perché sto sferruzzando tanto, sto imparando delle nuove tecniche o affinandone altre che conoscevo in maniera approssimativa, sto coltivando momento sociali ed incontri. Però in effetti è bene che esca dal mio letargo bloggesco e vi racconti qualcosa 🙂

Tra la fine di gennaio ed oggi sono stata ad un paio di eventi davvero carini.

Il primo è stato il nono Apéro Tricoteurs. L’Apéro Tricoteurs è un appuntamento che ritorna con scadenza trimestrale su iniziativa di Jakecii e che vorrebbe riunire gli uomini che lavorano a maglia. Per quello che mi riguarda si trattava della seconda partecipazione e devo dire che purtroppo gli uomini si fanno desiderare.
In compenso entrambe le volte sono stata contenta di avere un’occasione per incontrare altre appassionate di maglia, di ritrovare facce note, di conoscere di persona delle blogger più o meno note sulla scena parigina. Insomma, una bellissima iniziativa, che inoltre questa volta mi ha permesso di scoprire un bar adorabile a poche fermate di metro da casa mia.

Il secondo evento a cui ho partecipato invece è stata la seconda edizione della 24 ore di maglia presso Truffaut, un’occasione per sferruzzare in compagnia per una buona causa: lo scopo era realizzare il maggior numero possibile di sciarpe per la fondazione Abbé Pierre, che offre sostegno ai senza tetto. L’organizzazione dell’evento da parte di Truffaut (catena di negozi di giardinaggio molto popolare in Francia) è stata particolarmente curata e il contesto davvero gradevole; di contro però devo segnalare che è stato un gran peccato che il materiale fornito permettesse difficilmente di completare una sciarpa in poche ore. Alcune intrepide si sono premunite di ferri portati da casa e hanno sferruzzato per 10 o addirittura 14 ore, io dopo 4 ore ho battuto in ritirata e mi sono accontentata di lasciare il mio pezzo di sciarpa a qualche generosa sferruzzatrice che volesse completarlo.

Febbraio è anche il mese della più grande fiera di filati della regione parigina. Sto parlando dell’Aiguille en fête, che so essere conosciuta anche in Italia (ho sentito diverse voci italiane al salone). La mia amica della gomitolosfera Bebi mi aveva scritto a metà gennaio per chiedermi qualche dritta sul salone, le avevo allora stilato una lista delle mie preferenze. Ho pensato che, dopo essere stata al salone, potevo condividere con voi questa lista rivista e corretta.

In generale comunque si sa che sui saloni si va per spendere soldi, trovare qualche bella novità che solitamente non è disponibile in negozio, oppure per scoprire delle nuove aziende che magari non hanno una buona distribuzione a livello nazionale. Personalmente mi piace andarci per incontrare gli amici knitters e anche perché, nonostante a Parigi si abbia la fortuna di avere un sacco di prodotti a portata di mano, è pur sempre una bella comodità andare a fare scorte in un luogo in cui è riunita tutta l’offerta possibile.

Adesso però prometto che fino al prossimo CSF non compro niente 🙂

E’ una marca molto conosciuta in Francia. Fa un po’ di tutto, non solo maglia ma anche materiale per ricamo e cucito.
Per quanto riguarda i filati per la maglia ha sia misto sintetico che filati puri con un rapporto qualità prezzo che a volte mi pare leggermente sopra la media.
Rimane una buona casa di filati, la pecca è che spesso i suoi cataloghi sono un po’ Old Stile ed è sinceramente difficile trovare dei modelli simpatici da realizzare e portabili.
I loro stand non mi piacciono più di tanto perchè sono molto “impersonali”, si tratta di una grande industria in Francia, è un po’ come andare sullo stand della Mondadori al Salone del Libro per intenderci. Questa volta ho accuratamente evitato di avvicinarmici 🙂

DMC

Idem come Bergère, si tratta di una grande azienda, che oltretutto se non erro si trova tranquillamente anche in Italia (il sito è comunque disponibile anche in italiano).
Non ho testato molto di loro, solo un filato di cotone che però mi era piaciuto tanto!

In generale stanno cercado di svecchiare un po’ il loro look (tanto per dire, Myboshi è una loro iniziativa). Hanno una gamma abbastanza ampia con bei filati e belle gamme di colori.

Les éditions Eyrolles

Si tratta di una casa editrice specializzata in libri tecnici indirizzati ad un pubblico di professionisti o di appassionati.
Oltre a vari libri dedicati a cucito, maglia e crochet, propone una mini collana dedicata a come monetizzare il proprio blog e le proprie creazioni.

Ho sfogliato con molto interesse i loro libri di Amigurumi, ma siccome per il momento ho già uno stash per la maglia non indifferente, ho preferito essere saggia e passare oltre 🙂

Boutique Marie Claire

Va beh, Marie Claire è proprio un’autorità in materia, quindi non credo che necessiti di presentazioni 🙂

Eglantine et Zoé

Questa giovane azienda propone un concetto che di questi tempi va molto di moda: il kit.
La cosa interessante è che all’interno del kit avete il tessuto già tagliato, le istruzioni spiegate passo passo necessarie per realizzare il modello di vostra scelta e tutti i piccoli accessori di merceria (filo, chiusure lampo, bottoni a presisone…)

Posto che io non cucio (mi piacerebbe moltissimo imparare, ma per ora non ho tempo), il concetto mi pare interessante perchè in un kit c’è tutto e quindi si ha modo di capire se ci piace cucire senza investire troppo. I tesuti sono tutti di produwione europea, i modelli poi sono carini (beh, molto francesi, poi dipende dai gusti 😉 ) e soprattutto sono divisi per livello di difficoltà di realizzazione. Insomma, avrete capito che un pensierino ce l’ho fatto 🙂

Katia

I filati Katia li conosco solo di nome, non li ho mai testati.
Katia è una casa spagnola nata all’inizio degli anni Cinquanta a Barcellona.
La composizione dei filati è spesso di natura sintetica, il che ovviamente ci fa storcere un po’ il naso. In generale io apprezzo comunque il fatto che si tratti di filati originali dai colori vivi che rispecchiano la vivacità e il brio tipicamente spagnoli. Sono passata sul loro stand ma purtroppo era pieno di gente e quindi non ho potuto toccare con mano i gomitoli.
Segnalo in ogni caso che sul loro sito ci sono un sacco di modelli gratuiti, alcuni davvero spiritosi (per esempio a Natale avevo scaricato il presepio matrioshka amigurumi, che mi riservo di fare un giorno, quel giorno, il giorno in cui mi deciderò a prendere in mano seriamente un uncinetto).

La Maison Tricotée da quanto ho capito è un punto di riferimento per gli appassionati di maglia di Montréal. Si tratta di un apiccola azienda che distribuisce soprattutto delle lane artigianali. Potete curiosare sulla loro pagina Facebook per iniziare a simpatizzare con la loro atmosfera 🙂

La pelote parisienne

Ho scoperto questa azienda per caso su Facebook l’anno scorso. Mi sembra che occupino la fascia medio-alta, in ogni caso hanno dei prodotti davvero interessanti (provate a cercare il filato Guimauve ad esempio 🙂 ). In ogni caso ero sicura che andando all’AEF, sarei passata sul loro stand, e infatti non solo ci sono passata, ma non sono ripartita a mani vuote 🙂
La mia scelta è andata a due filati riciclati, l’ECOLORIAGE in framboise e l’ECODOUX in sapin.
Lang

Conoscete questa marca? Io la vedo sempre nel negozio vicino al mio ufficio, non l’ho ancora mai comprata, ma hanno delle lane bellissime (tutta la gamma di merino, le millecolori e il mohair a paillettes per esempio). In ogni caso Lang è una casa tedesca che punta molto sull’alta qualità dei propri filati. Sullo stand sono stata delusa di vedere che i filati che a me interessavano non erano esposti. La mia carta di credito in compenso ha tirato un sospiro di sollievo 🙂

Lil Weasel

Questa è senza dubbio una delle mercerie più belle di Parigi, una vera caverna di Alì Babà. Più che lo stand sul salone però (dove ci sono sempre un sacco di clienti e le ragazze non riescono ad essere disponibili per tutti), io consiglio di fare un salto nel loro punto vendita, che si trova a due passi dalle Halles. E’ davvero un paradiso, hanno tutti prodotti di buonissima qualità (filati Malabrigo, ferri Hiya Hiya, solo per citare due esempio a cui so che molti sono sensibili 🙂 ) ed è un piacere anche solo da guardare.

Lily Neige

Lily Neige è una di quelle aziende che mi piacciono un sacco. Si tratta di una piccola filatura dove tutta la produzione è tracciabile ed affidabile. Sul sito è tutto spiegato con tanto di foto delle loro adorabili bestiole, inoltre c’è anche la boutique online.
E’ un’azienda che mi sta molto simpatica e francamente a mio parere sono le aziende di questo tipo quelle per cui vale la pena andare ai saloni, perché quelle che hanno già un network distributivo solido si trovano tranquillamente in negozio o sui vari siti che fanno e-commerce tutto l’anno e senza bisogno di spostarsi da casa propria.
Devo ammettere che Lily Neige è stata la ragione per cui mi sono decisa alla fine ad andare al salone, per poter toccare con mano i loro gradient e le loro matasse che altrimenti non saprei proprio dove andare a vedere. Ho optato per un gradient che avevo adocchiato da tempo e che si chiama “Bouton de bambou” con cui mi farò questo bellissimo scialle e per la bellissima matassa che è un’esplosione di colori che vedete nella foto sotto.
L’Oisivethé (che prende il nome da un gioco di parole con la parola “oisiveté”, “oziosità”) è un altro dei punti di riferimento per gli amanti della maglia a Parigi, soprattutto perché vende la Madelinetosh 🙂
Da qualche tempo inoltre l’Oisivethé ha creato il proprio marchio di lana (La Bien Aimée) che rispecchia perfettamente lo stile del negozio, in sintonia con l’universo di Stephen West (che non a caso è stato il loro ospite di punta durante il salone): colori acidi e tinture sfumate il tutto intrecciato in scialli asimmetrici ed avvolgenti.
Ammetto di essere passata e ripassata davanti al loro stand con gli occhi ipnotizzati più e più volte, ma alla fine sono riuscita a riportarmi alla ragione e la mia carta di credito ha tirato un altro, profondo sospiro di sollievo 🙂

Phildar

Phildar è un po’ il supermercato della lana in Francia.
SI tratta di un marchio che vende in punti vendita monomarca. L’offerta è vastissima, hanno moltissimo acrilico ma i prezzi sono davvero competitivi e ogni anno buttano fuori un sacco di cataloghi e pubblicazioni, quindi è impossibile non trovare almeno un modello che piaccia. Detto ciò vale un po’ quello che ho scritto per Bergère sopra, cioè che andare su questi stand nei saloni è un po’ un peccato perché si tratta di prodotti che si trovano tutto l’anno sul sito (che effettua spedizioni anche all’estero) con promozioni anche frequenti, come ad esempio in questo momento.
Ovvio, quando si viene dall’estero forse il discorso cambia un po’ perchè c’è l’effetto novità 🙂

Plassard

Plassard è una casa di filati molto conosciuta in Francia, ma vi so segnalare solo questo, non ho mai comprato nulla di loro, nonostante ci siano diversi filati che mi attirano 🙂

Triscote

Loro non li conosco assolutamente ma hanno attirato la mia attenzione perché trovo che la maglia islandese sia bellissima anche se non mi sono mai cinmentata in niente di più che qualche timido jacquard.

Woolkiss

Questa marca invece la conosco bene 🙂
Lei è una ragazza giovane, si chiama Laure e l’ho anche conosciuta ad un paio di eventi/saloni. Onestamente non ha inventato nulla di stravolgente, nel senso che il suo concetto è rendere il tricot accessibile a tutti e quindi vende non solo filati e ferri, ma anche dei kit per realizzare scaldacolli, cappellini e guanti senza dita o moffole principalmente per le principianti. Recentemente ha inoltre lanciato il suo primo maglione. A me piace molto lo stile del suo sito e ho provato la sua lana cicciona (Cocon de douceur), che è morbidissssssssima. Poi va beh, si tratta di uno stoppino superbulky che ad occhio e croce farà un marea di pallini, ma lavorarlo è stato un piacere immenso e mia sorella mi ha invidiato un sacco lo scaldacollo a punto riso che mi sono fatta durante le vacanze di natale 🙂
Inoltre Laura ha anche scritto un libro che si chiama “Easy Tricot” che ha avuto un sacco di successo e che propone dei modelli interessanti soprattutto per le principianti.
E per finire, una foto del mio bottino di guerra 🙂

image

 

Come vedete sono stata assolutamente ragionevole 🙂

Spero di avervi fatto fare qualche nuova scoperta e soprattutto spero, magari, di vedervi un giorno in occasione di una delle prossime edizioni dell’Aiguille en fête 🙂

 

Citazione

Le tricot sentimental d’après Alice Hammer

“Sentimental Tricot” à l’origine était une rubrique de son blog, puis il est devenu un livre, sorti officiellement cette semaine pour Glénat Créatif. Alice Hammer est une knitter et knit designer parisienne et quand j’ai appris qu’elle a commencé à tricoter il y a 7 ans “seulement”, j’ai été très impressionnée parce que ce qui tombe de ses aiguilles est pure merveille.

L’univers d’Alice est poétique, délicat, sentimental au fait.

Sur la scène tricot française tout le monde la connait pour son blog mais surtout pour sa boutique en ligne où on peut acheter les patrons de ses créations.

Ce qui caractérise son style est une récupération des traditions de l’art de la laine du Nord de l’Europe (mais pas que) avec une note résolument contemporaine et un choix très soigneux de laines de grande qualité qui mettent en valeur formes et motifs originairement consacrés aux vêtements de travail. Moi qui , fille de la Lombardie des années 80, ai grandi avec la valeur du travail, je ne pouvais qu’aimer cette juxtaposition.

 

Dans le livre d’Alice en outre on parle beaucoup d’Irlande, d’îles d’Aran et de pêcheurs, et ceux qui me connaissent de près n’auront pas de mal à comprendre qu’il y a là dedans tout ce qu’il faut pour me faire littéralement fondre le cœur. Je ne suis pas une fine connaisseuse de livres de tricot (je ne possède que les grands classiques comme Elizabeth Zimmermann) : tout ce que je sais, je l’ai appris par les femmes de ma famille ou par internet, et c’est bien la première fois où je tombe sur un livre de tricot où on ne se limite pas à donner des indications opérationnelles, mais on cite également les circonstances historiques et sociales desquelles découle l’inspiration qui a animé le modèle.

Pour ce qui concerne la partie “technique” de ce livre, je dois dire que j’ai rarement pu lire des patrons expliqués de façon aussi claire et détaillée. Le volume contient 15 patrons seamless parmi lesquelles des pulls, des gilets, un châle et quelques bonnets.  Chaque modèle a son propre nom, fortement évocateur. Tous les patrons sont expliqué taille par taille et les grilles des motifs aussi sont déclinées pour chaque taille, ce qui évite de devoir faire des calculs supplémentaires fastidieux, comme il est souvent le cas.

Comme je disais plus haut, Alice a présenté officiellement son livre cette semaine avec deux dates : le mercredi 13 chez Anna Ka Bazaar et le samedi 16 chez Les Tricoteurs Volants, mercerie de mon compatriote Enrico qui est en passant une de mes adresses chouchou à Paris. Je ne pouvais pas rater cette deuxième date et donc, malgré le fait que je me sois réveillée un peu fiévreuse, malgré le fait que dans ces occasions-là je devienne d’une timidité embarrassante, je me suis armée d’aspirine et de collants en laine et j’ai défié l’hiver parisien pour aller conquérir ma copie signée. Bien évidemment, comme il est toujours le cas dés que je me sens intimidée par les événements, j’ai commencé à parler comme une mitraillette et à dire des choses absolument incohérentes. Mais ce qui est important est que j’ai pu rencontrer Alice. Je crois que la plupart de ses “tricofans” sont allées à la présentation du mercredi soir, du coup j’ai bien pu profiter du calme nécessaire pour échanger quelques mots avec elles, qui a été très gentille et sympa et surtout tolérante face au flux de propos décousus que j’ai produits. On a donc papoté danse, yoga, enfance et bien évidemment tricot. Et finalement j’ai été bien bien contente d’avoir vaincu mon envie d’enfouir ma tête sous les coussins et d’avoir traîné mon popotin chez Enrico.

Le livre est disponible d’ores et déjà sur la boutique Amazon France au prix de 30 €.

Bonne lecture 🙂

image

image

Citazione

La maglia sentimentale secondo Alice Hammer

“Sentimental Tricot” in origine era una rubrica sul suo blog, poi è diventato un libro, uscito ufficialmente questa settimana per Glénat Créatif. Alice Hammer è una knitter e knit designer parigina e quando ho saputo che ha iniziato a lavorare a maglia “solo” 7 anni fa, sono rimasta molto stupita perché quello che esce dai suoi ferri è pura meraviglia.

L’universo di Alice è poetico, delicato, sentimentale appunto.

Sulla scena “tricot” francese tutti la conosco per il suo blog ma soprattutto per la sua boutique online dove è possibile comprare i pattern delle sue creazioni.

Quello che caratterizza il suo stile è il recupero delle tradizioni dell’arte della lana nord europea con una nota marcatamente contemporanea e un’accurata scelta di filati pregiati che impreziosiscono forme e motivi originariamente dedicati ad abiti da lavoro. Io, figlia della Lombardia degli anni Ottanta cresciuta con il valore del lavoro, non posso che amare questo accostamento.

Nel libro di Alice inoltre si parla molto di Irlanda, di isole Aran e di pescatori, e chi mi conosce da vicino non farà fatica a capire che c’è tutto quello che serve per farmi letteralmente sciogliere il cuore. Non sono una grande conoscitrice di libri di tricot (possiedo solo i grandi classici come Elizabeth Zimmermann): tutto quello che ho imparato l’ho imparato dalle donne della mia famiglia o da internet, ed è decisamente la prima volta in cui mi imbatto in un libro sulla maglia in cui non ci si limiti a dare indicazioni operative, ma si citino anche le circostanze storiche e sociali in cui si colloca l’ispirazione che ha dato vita al modello.

Per quanto riguarda la parte più squisitamente “tecnica” di questo libro, devo dire che raramente ho potuto leggere dei pattern spiegati in maniera così chiara e dettagliata.
Il volume racchiude 15 modelli seamless che spaziano tra maglioni, golf, uno scialle e alcuni cappelli. Ogni modello ha un nome molto evocativo. Tutti i modelli sono spiegati taglia per taglia, le griglie dei motivi sono declinate per ogni taglia, evitando così di dover ricorrere a fastidiosi calcoli supplementari, come spesso accade.

Come raccontavo sopra, Alice ha presentato ufficialmente il suo libro questa settimana con due date: il mercoledì 13 presso Anna Ka Bazaar e il sabato 16 da Les Tricoteurs Volants, merceria tenuta dal connazionale Enrico che per inciso è uno dei miei indirizzi di riferimento a Parigi. Non potevo mancare a quetsa seconda data e quindi, nonostante mi sia svegliata febbricitante, nonostante in queste occasioni io diventi di una timidezza imbarazzante, mi sono armata di aspirina e calzamaglia felpata e ho sfidato l’inverno parigino per andare ad accaparrarmi la mia copia firmata. Ovviamente, come sempre quando mi sento intimidita dagli eventi, ho iniziato a parlare a mitraglietta e dire cose sconclusionate assai. Ma l’importante è che ho potuto incontrare di persona Alice. Credo che la maggior parte delle sue fan siano andate alla presentazione di mercoledì sera, e così ho potuto approfittare della calma necessaria per scambiare qualche parola di persona con lei, che si è dimostrata molto simpatica e tollerante di fronte alla valanga di parole sconclusionate che ho prodotto. E così si è parlato di danza, di yoga, di infanzia e ovviamente di maglia. E io sono stata contenta di aver combattuto la mia voglia di infilare la testa sotto ai cuscini ed aver trascinato il mio didietro da Enrico.

Il libro al momento non è disponibile sullo store Amazon italiano, ma è possibile ordinarlo e verrete notificati quando sarà disponibile

 

 

image

image

Citazione

Sending out an S.O.S.

Care amiche knitters e non, come state?
Come ve la passate in questo inverno che sa di mezza stagione?
Qui le giornate hanno già iniziato ad allungarsi e, sarà perchè non ha ancora mai fatto davvero freddo, mi sembra che l’inverno stia passando velocissimo.

Chères copines de tricot et pas que, comment allez-vous ?
Qu’est-ce que vous devenez dans cet hiver qui sent la demi-saison ?
Ici les journée ont déjà commencé à se rallonger et, peut-être puisque jusqu’à présent il n’a pas encore fait très froid, j’ai l’impression que l’hiver cette année passe à la vitesse de la lumière.

 

Bando alle ciance. Oggi scrivo per chiedervi un consiglio magliesco.
L’anno scorso a Natale ho ricevuto questa bellissima lana in regalo:

Bref. Aujourd’hui je vous écris pour vous demander un triconseil.
L’année dernière à Noël j’ai reçu en cadeau cette merveilleuse laine:

 

P1020399P1020402P1020404P1020405

 

Si tratta della lana Fuzzy Wuzzy della casa Patons, una vera rarità poichè questo filato è fuori produzione da anni (come si evince dall’etichetta molto vintage).

In totale possiedo 14 gomitoli rossi e 8 gomitoli bianchi.
Ogni gomitolo pesa circa 15gr per 56m, quindi non dispongo di tantissima materia (ca 780m in rosso e 450m in bianco), considerando che è un filato DK o al massimo massimo Worsted.
Si tratta di una lana davvero bellissima e pregiata (55% Angora e 45% lana) e so che su Ravelry la gente farebbe pazzie per averne.

Il s’agit de la laine Fuzzy Wuzzy de Patons, une vraie rareté puisqu’elle est hors catalogue depuis des années (comme on voit par l’étiquette très vintage).

Au total je possède 14 pelotes en rouge et 8 pelotes en blanc.
Chaque pelote pèse environ 15gr pour 56m, donc je ne dispose pas de beaucoup beaucoup de matière (env. 780m en rouge et 450m en blanc), étant donné qu’il s’agit d’un DK ou un Worsted grand maxi.
Il s’agit vraiment d’une laine très belle et précieuse (55% Angora et 45% laine) et je sais que sur Ravelry les gens feraient des actes insensés pour les avoir.

 

Ora il mio dilemma è: cosa potrei farci con questi bei gomitoli? Cosa mi consigliate?

Mi dispiacerebbe sprecare questo bel regalo con un lavoro brutto o kitsch, ma non riesco a decidermi sia per l’abbinamento dei colori sia per il metraggio.

Help! Datemi qualche suggerimento! Si, anche voi che passate di qui per caso perché stavate cercando la poesia di Kipling, anche voi che leggete ma non commentate, anche voi che non sferruzzate ma che avete visto qualche bellissimo modello in giro su internet o in qualche vetrina.

Attendo vostre risposte fiduciosa 🙂

Or, mon dilemme est le suivant : qu’est-ce que je pourrais faire avec ces belles pelotes ? Qu’est-ce que vous me conseillez ?

Je serais vraiment dégouté de gâcher ce beau cadeau avec un ouvrage laid ou kitsch, mais je n’arrive pas à me décider aussi bien pour la combinaison de couleurs que pour le métrage.

Help ! Donnez-moi quelques suggestions ! Oui, vous aussi, vous qui passiez par là par hasard parce que vous cherchiez le poème de Kipling , vous qui lisez mais ne commentez jamais, et vous aussi, qui ne tricotez pas mais qui avez vu un super patron quelque part sur internet ou dans une vitrine !

J’attends impatiente vos réponses 🙂

 

Citazione

Anno nuovo, ma io sempre la stessa

In Francia è buona norma non fare gli auguri di Buon Anno prima del 1° gennaio, perché altrimenti porta sfortuna. E dire che pensavo che in quanto a superstizioni, noi li battessimo tutti 🙂

Quindi arrivo dopo Natale, dopo Capodanno e anche dopo l’Epifania, a dirvi che spero che abbiate passato delle belle feste di fine anno e che il 2016 sia iniziato bene, che siate riusciti a schivare il parente serpente di turno, abbiate evitato l’indigestione e i postumi alcolici, che Babbo Natale sia stato generoso con voi e che la Befana vi abbia riempito a dovere la calza (e magari anche passato un colpo di scopa in soggiorno, che non fa mai male) 🙂

Io, che ho passato una grandissima parte della mia vita a fare bilanci, non desidero tracciarne per l’anno concluso e non desidero neanche formulare desiderata o buoni propositi per il 2016. Coltivo intimamente la sola speranza che sia un anno sereno, di pace e di luce, che irradi i nostri cuori e le nostre giornate e auguro a tutti voi di sbocciare e bere la vita a pieni sorsi.

Per quanto mi riguarda, le feste sono passate in totale relax, nell’intimità di casa con il mio gineceo umano e canino, con incursioni graditissime del mio nipotino (7 mesi di cosciotte cicciotte, occhioni blu e sorrisoni sdentati che ti sciolgono il cuore) e qualche uscita con gli amici più stretti.

Il tempo è passato, non troppo in fretta, non troppo lentamente.

Abbiamo mangiato, non troppo, non troppo poco.

Abbiamo sferruzzato tanto, ci siamo fatti tante coccole e tante risatine, abbiamo giocato con i cani.

Sono anche riuscita a realizzare un sogno di tanto tempo fa, ed incontrare finalmente, dopo 20 anni, la mia amica di penna, con cui abbiamo condiviso anni di fittissima corrispondenza a cavallo dell’adolescenza. Ho inoltre avuto l’immenso piacere di iniziare l’anno con lei, chiacchierando con la naturalezza di due vecchie amiche che hanno preso un aperitivo la sera prima, come se da vent’anni non facessero altro 🙂

E io? Io sempre la stessa, qualche centimetro di occhiaie in più perché non ho ancora recuperato il sonno “perso” in chiacchiere, qualche centimetro di girovita in più perché come fai a dire di no alla pizza anche sotto Natale, e più di qualche centimetro di maglia in più, visto che in queste vacanze ho non soli finito i regali di natale ma anche fatto un paio di cosine per me e iniziato a lavorare in tondo (sia con i circolari che con i ferri con le doppie punte).

E adesso via, andiamo a sferruzzare questo 2016!

E voi, avete passato delle belle vacanze di Natale? Avete sferruzzato? I vostri regali magliosi sono stati apprezzati?

 

E per finire una grattatina di pancia non fa mai male 🙂

Citazione

D’aiguilles circulaires et de défis

Lo stesso articolo in italiano si trova qui.

Novembre a été un mois au cours duquel j’ai très peu écrit et beaucoup tricoté.
Pour le moment je patauge toujours avec mes cadeaux de Noël, mais je commence à voir la fin au fond du tunnel (et heureusement d’ailleurs, étant donné que nous nous rapprochons lentement des fêtes de fin d’année). Cette année j’ai choisi d’aller en Italie en train avec une escale en Suisse, donc j’ai devant moi au moins une belle journée entière de tricot non stop. De toutes les combos possibles c’est en effet celle que je préfère : j’ai toujours adoré voyager en train (on peut lire, on peut tricoter, on peut se lever pour se dégourdir les jambes, aller prendre un café dans le wagon restaurant), et puis je suis toujours très contente d’avoir une petite heure d’attente à Zurich, pour sortir sur l’avenue principale, regarder les vitrines écrites en allemand et puis acheter un peu de chocolat Sprüngli et des bretzels pour la deuxième moitié du voyage, pendant laquelle je pourrai m’extasier devant des magnifiques paysages alpins. Et il est dommage (ou alors c’est juste un bonheur, notamment pour mon portefeuille) que j’arriverai à Zurich vers la fin de l’après-midi, puisqu’autrement j’aurais bien fait un petit tour par ici.

 

En novembre j’ai aussi testé sérieusement les aiguilles circulaires, ceux qui regardent mes photos sur Instagram le savent déjà. J’ai été obligée parce qu’en ce moment je tricote un grand châle tout simple avec une belle laine coloris taupe avec effet tweedé qui n’aurait jamais jamais tenu sur des aiguilles droites. Bon, le premier contact a été vraiment désagréable, parce que j’ai toujours eu l’habitude de tricoter avec l’aiguille droite fixe sous le bras, donc pour le moment je relève un inconfort très élevé qui me ralentit beaucoup. J’ai le plus de mal en début de rang, quand je n’ai pas beaucoup de mailles et je suis donc obligée de « bloquer » l’aiguille tant bien que mal, mais à partir des 20 mailles le poids de l’ouvrage empêche à l’aiguille droite de s’enfuir et je gagne donc du confort et de la vitesse. Ceci me laisse penser que pour les ouvrages en rond, puisque on n’arrive jamais à la fin du rang, le problème soit en quelque sorte résolu à la racine (même si j’imagine que les premiers tours doivent être hyper pas pratiques).
 

Une fois le châle terminé, j’ai l’intention de m’attaquer à un tout petit projet pour mon neveu ; cela pourrait être l’occasion parfait pour tester la technique « Continental », mais en essayant tout d’abord avec des aiguilles droites.

Au Salon Créations et Savoir Faire auquel j’ai participé il y a environ deux semaines, j’ai acheté un kit super sur le stand de Les petits points parisiens pour tricoter un très beau châle en lace, technique que j’aimerais bien apprendre.

Moi, qui dans la vie ai toujours eu besoin d’avoir des défis, j’aime bien l’idée que le tricot soit en quelque sorte un défi : comme j’ai déjà eu l’occasion de dire, pendant beaucoup d’année j’ai tricoté juste des pièce rectangulaires ou des petits bonnets tout au plus, puis petit à petit j’ai relevé le défi de commencer à tricoter des pulls, des gilets, des pièces avec des torsades ou d’autres complications techniques, en apprenant dans chaque projet quelque-chose de nouveau. C’est sûr, le chemin est encore long, quand je vois les blogs des filles et des dames qui réalisent des vraies merveilles, j’ai un peu honte de mes créations.

Et vous, quelles sont les prochains défis tricotesques que vous voulez relever ?

Mais surtout, vous en êtes où avec vos cadeaux de Noël ?