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Contagiri, contagiri delle mie brame…

Oggi voglio parlare di un piccolo accessorio che per tanti anni è mancato nella mia trousse del lavoro a maglia.

No, non questo:

Si, è pure vero che è quello che viene in mente a tutti quando si parla di contagiri...
Ammetto che mi piacerebbe poter aumentare i giri con la stessa velocità 😀

Ma qualcosa più tipo questo:

pony-row-counter-register-small-size-2-5mm-knitting-48-pOppure questo:

clicky verde
No, non sono una rana  🙂

Per quanto mi riguarda, non ne avevo mai sentito il bisogno finché ho sferruzzato sciarpe, berretti e scaldacolli: facevo riferimento al motivo o ai colori da alternare oppure mi limitavo a lavorare finchè le dimensioni mi parevano adeguate e poi accavallavo.

Da quando invece ho iniziato a realizzare lavori più complessi – mi riferisco sostanzialmente a maglioni, o comunque a tutto quanto comporti aumenti, diminuzioni, maniche e scolli – non riesco più a farne a meno!

Intendiamoci, nulla vieta di munirsi di quaderno e bloc notes ed annotare i ferri lavorati come le tacche dei carcerati:

Tacche sul muro della prigione
Ho detto sul bloc notes, non sul muro!

Personalmente però preferisco utilizzare un contagiri, in modo tale da limitare l’ingombro e  il numero di accessori di cui mi devo ricordare e che rischio di perdere durante le sessioni tricot nomadi (e devo dire che sempre più spesso lavoro a maglia ovunque mi capiti).

A questo scopo utilizzo i contagiri di questo tipo :

 contagiri manuali

Solitamente sono venduti in confezione da due con dimensioni diverse, di modo tale da potersi adattare a diversi diametri di ferri.

Personalmente sono anche quelli che preferisco dal punto di vista funzionale perché non ingombrano, una volta applicati sul ferro rimangono dove sono e non si corre il rischi di perderli.

Per aumentare il numero dei ferri già lavorati è sufficiente girare manualmente le rotelline delle unità e delle decine alla fine del ferro (io in genere aumento di due alla fine di ogni ferro sul rovescio).

L’unico inconveniente è che al di là di un certo diametro non riuscirete più ad applicarli sui ferri (io per il momento sono riuscita ad utilizzare quello più grande sui ferri da 8 mm, ma temo che oltre l’arnese opponga resistenza).

I miei sono della marca tedesca Prym e li ho acquistati talmente tanto tempo fa che non ricordo neppure dove e a che prezzo, ma da quanto vedo su internet sono disponibili in Italia in qualsiasi merceria online per un prezzo che si aggira attorno ai 4,50 €.

Nel caso in cui dobbiate lavorare con ferri di diametro superiore, in commercio esiste anche la versione “a ciondolo”:

a ciondolo

Oppure potete fabbricarvi da voi il “ciondolamento” infilando semplicemente una catenella metallica nel contagiri ed attaccando poi il tutto ad un anello come quelli per le chiavi.

Quest’anno invece mi sono munita di un altro tipo di contagiri, approfittando di una svendita sul sito di Bergère de France:

clicky
I’m in love ❤

Questo tipo di contagiri è decisamente più estetico: a parte il fatto che è rosa confetto, come resistere al sorrisone ogni volta che conteggiate un ferro in più? 🙂

Per aumentare il numero di ferri, in questo caso bisogna premere sul pulsantino posto nella parte superiore, il meccanismo interno scatterà automaticamente aumentando di una unità.

Su quello che possiedo io, c’è inoltre una piccola levetta « lock », per bloccare il conteggio ed evitare di pigiare il pulsante inavvertitamente, perdendo il conto.

Il mio contagiri rosa Clicky è della marca Knit Pro e l’ho pagato 3,20 € in occasione, come dicevo sopra, di una liquidazione.

Il prezzo di listino al pubblico è invece di circa 4,40 €.

Sullo stesso stile, ma con dimensioni superiori, esiste il contagiri Kacha Kacha della marca statunitense Clover:

Kacha kacha

Questo prodotto è sicuramente in vendita anche in Europa, ma personalmente non sento l’esigenza di avere uno strumento dall’ingombro maggiore e che tecnicamente non mi sembra apportare alcun beneficio.

Se siete delle sferruzzatrici high tech probabilmente avrete già provato i contagiri digitali che si applicano direttamente sul dito:

 contatori digitali         contatori digitali 2

Onestamente penso che a me darebbe fastidio un aggeggio applicato direttamente sul dito, quindi non ho mai pensato di investire in questo tipo di contagiri.

Infine da non dimenticare, per noi giovani sferruzzatrici connesse e social, ci sono le app per contare i ferri.

Ce ne sono tantissime, parlare di applicazioni per il lavoro a maglia necessiterebbe di un post a parte.

La bravissima Maria Chiara Capuani del blog Gomitolo di lana ne ha parlato qui.

Ho provato un’applicazione per contare i giri ma anche in questo caso trovo che i cari vecchi oggetti plasticosi e non connessi non abbiano nulla da invidiare alla tecnologia e soprattutto non temono la scarica della batteria e fanno benissimo il loro lavoro.

E voi quale strumento utilizzate per contare i giri? Avete una tecnica particolare? Segnate sempre tutto su un bloc notes?

A presto!

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