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Di ferri circolari e di sfide

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Novembre è stato un mese in cui ho scritto pochissimo e ho sferruzzato molto.
Al momento sono ancora impelagata con i regali di natale, ma inizio a vedere la luce in fondo al tunnel (e per fortuna, visto che lentamente ci avviamo verso le feste di fine anno). Quest’anno poi ho scelto di andare in Italia in treno passando per la Svizzera, quindi ho una bella giornata intera di sferruzzo ininterrotto davanti a me. Di tutte le combo possibili è quella che preferisco: sia perchè ho sempre amato viaggiare in treno (si può leggere, si può sferruzzare, ci si può alzare per sgranchirsi le gambe, andare a prendere un caffè nella carrozza ristorante) e poi sono sempre contenta di avere un’oretta di attesa a Zurigo, per uscire sul corso principale, guardare le vetrine scritte in tedesco e poi comprare un po’ di cioccolato Sprüngli e un paio di bretzel per la seconda metà di viaggio durante la quale potrò estasiarmi davanti ai magnifici paesaggi alpini. Ed è un peccato (o forse una fortuna per il mio portafogli) che arriverò a Zurigo nel tardo pomeriggio, perchè altrimenti un giretto qui me lo sarei fatto più che volentieri.

In novembre ho anche sperimentato seriamente i circolari, chi vede le mie foto su Instagram lo sa già.
Sono stata obbligata perchè al momento sto sferruzzando uno sciallone semplice semplice in una bella lana color tortora con effetto tweed che non ci sarebbe mai e poi mai stato sui ferri diritti.
Che dire, l’impatto è stato davvero sgradevole, perché io sono sempre stata abituata a lavorare con il ferro destro fisso sotto al braccio, quindi al momento riscontro un’elevatissima scomodità che mi rallenta anche tantissimo. Le difficoltà maggiori le ho all’inizio del ferro, quando ho poche maglie e quindi devo « bloccare » il ferro in qualche modo, ma dalle 20 maglie in poi il peso del lavoro impedisce al ferro destro di scappare via e quindi ci guadagno una maggior comodità e velocità. Questo mi porta a pensare che per le lavorazioni in tondo, siccome non si arriva mai alla fine del ferro, il problema venga in qualche modo rimosso alla radice (anche se i primi giri immagino che siano scomodissimi).

Finito lo sciallone, ho in programma un progettino piccolo piccolo per il mio nipotino, e potrebbe essere l’occasione giusta per sperimentare anche la tecnica continental, ma magari iniziando prima con i ferri dritti.

Inoltre al salone Créations et Savoir Faire a cui sono stata un paio di settimane fa, ho comprato un bellissimo kit sullo stand de Les petits points parisiens per realizzare un fantastico scialle in lace, tecnica pure che mi piacerebbe acquisire.

Io che nella vita ho sempre avuto bisogno di avere delle sfide, amo l’idea che anche il lavoro a maglia sia in qualche modo una sfida: come ho avuto già occasione di dire, per anni ho lavorato solo pezzi rettangolari o al massimo cappellini, poi piano piano ho raccolto la sfida di iniziare a lavorare maglioni, golf, capi con trecce e altre complicazioni tecniche, imparando in ogni lavoro qualcosa di nuovo. Certo, la strada è ancora lunga, quando vedo i blog di ragazze e signore che fanno delle vere e proprie meraviglie, mi vergogno anche un po’ delle mie creazioni.

E voi, quali sono le prossime sfide magliesche che volete raccogliere?

E soprattutto a che punto siete con i regali di Natale ?

 

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9 pensieri su “Di ferri circolari e di sfide

  1. E allora, visto che ormai malgrado la mia assoluta inadeguatezza nei lavori a maglia (emmenomalemannaggia…mi preoccuperei in caso contrario) sta diventando piacevole venire qui a curiosare, dico subito che le sfide, di qualunque tipo siano, sono e devono essere sempre le benvenute, perché sfida vuol dire rinascere in un certo modo, senza contare che l’adrenalina che nel frattempo si ciba delle nostre arterie, ci dà una scossa salutare. Io da buon scorpionaccio, inizio sempre qualcosa di nuovo da fare, per poi, una volta raggiunta la vetta (si fa per dire ovviamente), ne ricomincio un’altra.

    Beh i regali di Natale sono ancora in alto mare, in genere il penultimo giorno vado e compro, ma forse quest’anno ne farò un po’ meno, d’altra parte, quale regalo migliore di un sorriso e di un abbraccio alle persone che ami? Visto i tempi, credo che sia la cosa più bella.

    Boh, vedremo. 🙂

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    1. Le sfide danno sempre un po’ di pepe, di stimolo. Io senza nuove sfide mi sento poco stimolata e vado in depressione. Poi diciamo che siccome attraverso una fase lavorativa piattissima, gli stimoli sono obbligata ad andare a cercarmeli altrove 🙂
      Comunque sono un po’ scorpionessa anch’io visto che è il mio ascendente, sarà forse quello 🙂
      In effetti io che per Natale mi faccio quasi 900 km avanti e indietro, forse in certi casi potrei fare a meno del regalo 🙂
      In ogni caso da qualche anno a questa parte mi limito solo alle persone più care ed evito le maratone di regali 🙂

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  2. Beh, 900 km non sono una passeggiata, ma vedo, anzi, leggo, che sono anche un modo per dedicarti a te stessa, lettura, passeggiata a Zurigo, e… non guardi le facce degli altri viaggiatori magari domandandoti cosa fanno? Io, quando viaggiavo in treno, mi guardavo spesso in giro, per certi versi è istruttivo e le persone, malgrado tutto, comunicano un sacco di cose se si è abbastanza attenti nel coglierle.

    Non ho mai il coraggio di farlo, ma amando la fotografia, alle volte vorrei immortalare i loro sguardi, le loro espressioni.
    Ma t’immagini? 🙂

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    1. Si, è curioso sbirciare gli altri viaggiatori. Per non parlare poi delle amicizie che ho stretto su treni notturni, TGV ma anche aerei, alcune delle quali mi hanno seguito per molti anni dopo 🙂
      Comunque si, mi piace viaggiare in treno caro Arthur, ma non ti nascondo che dopo tanti e tanti anni passati a correre sempre in Italia per gli altri, non mi dispiacerebbe che almeno una volta ongi qualche anno fossero gli altri che si spostano per venire da me.

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      1. Tu legati alla sedia e vedrai che gli altri verranno a trovarti. 🙂

        Ciao, buona serata e buona festa dell’immacolata.

        ps: la prossima volta rispondo sul post in francese e… ‘nnagg… si salvi chi può! 🙂

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  3. anche io adoro il treno, e zurigo è davvero carina… immagino benissimo perchè pregusti il viaggio. e poi hai davanti delle super vacanze, torino compresa 😉
    detto questo io con i regali di natale sono più o meno a metà ma scarseggiano già le finanze, perchè finisce sempre così??

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    1. Si, non vedo l’ora di essere in vacanza, quest’anno è stato lungo e faticoso. E poi sono contentissima di venire a Torino 🙂
      Per i regali di natale, io con gli anni ho ridotto davvero al minimo: faccio solo alle persone più care a cui mi fa davvero piacere fare un pensiero. Per tutti gli altri bastano gli auguri 🙂

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